domenica 20 luglio 2008

Il mondo prima


Era bello vedere che il verde ritorna e che si svegliano i ghiri
era bello sapere che dopo l'inverno la voglia ritorna anche a te

era bello sapere che solo d'estate come gli insetti sui fiori
era bello vedere i capelli bruciare e cambiare colore
era bello vederti nuotare andare in fondo per poi risalire
era bello star svegli la notte e tutto il giorno dormire

il mondo prima che arrivassi te

era bello cadere d'autunno sopra le foglie come le foglie
era bello sentirti cantare giù per le scale
era bello vederti ballare
era bello, era bello

il mondo prima che arrivassi te

era bello il cielo d'inverno come i tuoi denti
era bello sentire le tue mani fredde cercare qualcosa di me
era bello i tuoi piedi sopra le cosce
un po’ come fossimo in moto
ma distesi sul letto mio fresco
quasi come guidassi tu

il mondo prima che arrivassi te

TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI

mercoledì 16 luglio 2008

Segni indelebili



Il dolore può essere il segno epidermico di un taglio, la rottura di un osso, una rottura di vasi capillari, un mal di denti ignoto, perdite di persone, insuccessi..
Qualsiasi sia il motivo che scaturisca quel senso di dolore, lascia sempre un segno nel nostro mondo emotivo. A volte ci scava a tal punto da mutare le nostre idee, punti di vista sulla vita, muta i nostri atteggiamenti nei confronti della vita.
Il dolore da sempre è una fase necessaria per la nascita di qualcosa di novo dentro noi, tant'è vero che qualcuno ha distorto questa dinamica arrivando alla flagellazione.
Sicuramente nello stato di entropia in cui riversa la nostra anima, subconscio o chiamatela come volete, c'è una fase della nostra crescita che richiede un dolore simile a quello del parto. E' qualcosa di simile alla sgommata delle ruote dell'aereo al momento dell' atterraggio quando toccano il suolo. Quel segno sull'asfalto è l'attrito che nasce dall'avvicinamento di due corpi che viaggiano su due velocità distinte, com'è ad esempio tra corpo e anima, tra realtà interiore e quella esteriore.
Così il dolore causato da eventi della nostra vita, senza inclinazioni da macellaio, segna un solco dentro di noi, ci scava profondamente. Le lacrime sono il succo della nostra spremitura. Quel profondo vuoto che si apre dentro è una fase necessaria affinchè le nostre menti cieche, possano finalmente abbandonarsi.
Lasciando così finalmente uno spazio in cui sarà possibile per l'anima prendere terreno sull'ego, con i dovuti tempi di maturazione. Più banalmente si potrebbe dire che un grande dolore crea lo spazio per una gioia ancora più grande. La frase mentre si soffre può risultare una presa per il culo, ma se ci soffermiamo sulla sensazione interna legata a quel momento di dolore, possiamo notare che si è creato un vuoto, c'è un solco che prende spazio ed è proprio questa sensazione che è fonte di sofferenza. Solo con l'unguento nutriente dell'amore questa ferita si rimarginerà per sempre. Così l'anima scenderà sempre più dentro le nostre carni, influenzandole con una forza attiva e non più passiva nella vita di tutti i giorni.
Sostanzialmente dobbiamo imparare a volerci bene, come una buona madre si prende cura dei sui figli. Con la stessa attenzione, bontà,severa quando serve e a volte avvolgente come una calda coccola.
La nostra anima ci accudisce, siamo in grado di sentirlo?

lunedì 14 luglio 2008

Giù al Nord




Tutti ristagnano nella prigione delle loro idee.

Un essere umano è una parte del tutto che noi definiamo “Universo”. Una parte che è limitata al tempo e allo spazio. Sono i suoi pensieri e sentimenti a mantenerlo in questo stato di separazione da tutto il resto. Egli può sperimentarlo giornalmente, in una sorta di illusione ottica della sua Coscienza. Questa illusione è una sorta di prigione per noi, che ci costringe ai nostri desideri personali, e provare affetto per per le persone che ci sono più vicine. Il nostro compito invero è liberarci di questa prigione espandendo il nostro cerchio della compassione, per entrare in armonia con tutte le creature, e l’interezza della natura nella sua eterna bellezza.
Albert Einstein

Il clima, il buio che fa risaltare la luce bianca delle nuvole cariche d'acqua, la penombra che lascia passare una colore dell'aria simile al ghiaccio, il vento freddo che sferza e spinge al movimento...
Il Nord col suo mare freddo che sempre freddo non è, l'aria limpida, il verde che scorre rigoglioso per le lande quando il mantello nevoso si è sciolto. Respirare la potenza della natura, curare gli occhi guardando spazi aperti quasi sconfinati, sentire i piedi sprofondare nella terra come radici. La mente compressa dal cielo non scappa verso fantasie celesti, ma ritrova la sacra bellezza di ogni cosa che lo circonda. Legati al cielo indissolubilmente tramite la Terra.
Finalmente casa.

venerdì 4 luglio 2008

Sperararsi per poi unirsi...


Continuando il discorso della ricerca di unione, è anche vero che ogni tanto qualcuno si stufa di ricercare unioni esterne che tendando a fungere più da compenso di un' idea di mancanza interiore che pensiamo e crediamo di avere. Quindi comincia a cercare la profonda unione con sè stesso, partendo dal presupposto fondamentale:" Si ma chi sono io?!", chi sono veramente io? E' una domanda alla quale non si può dare una risposta scontata o simile alle interviste che si fanno ai divi :" Chi è Maradona?"..."Maradona è...", appena si accende questo meccanismo l'ego si gonfia a dismisura e l'anima si addormenta.
Affrontando questo viaggio fantastico e a volte terrificante, alla ricerca del nostro seme di essenza spesso veniamo fuorviati dalla nostra tradizione che sostiene a grandi lettere il nubilato,celibato,castità etc etc... Insomma se uno vuole conoscere il Sè, vuole avvicinarsi a Dio, deve rifiutare il mondo. Da un certo punto di vista è un concetto corretto, prima bisogna solvere: dobbiamo separarci dalla vita mondana proiettata verso l'esteriorità delle cose, una vita alla ricerca di compensi esterni.
L'uomo in viaggio allora comincia a compensare questi apparenti buchi interiori, cominciando a vedere che sono modi di percepirsi, in realtà esistono queste potenzialità dentro di noi devono solo essere coltivate. Quindi esiste il compagno ideale dell'ego è l'anima, quando si sposano e si fondono allora l'ego diventa il veicolo dell'anima, fino ad arrivare a manifestarla nel modo più puro. Ecco che allora saremo finalmente uniti, a questo punto possiamo solverci col mondo collettivo . Ricercando ed esprimendo la somma unione di tutto il creato in tutte le cose vive e inanimate, poichè unite intimamente fuse alla mia interiorità.
Allora credo che ognuno di noi possa svolgere la vita che meglio crede, non ci sono regole fisse, bisogna semplicemente avere la capacità di sapersi separare dal collettivo per ritrovare l'individualità intima, per poi riportarla nel mondo. Rimanendo assolutamente consapevoli della propria individualità, senza riconfondersi con gli schemi ottusi della massa.

lunedì 23 giugno 2008

Automiribelli


Con grande felicità voglio sengalarvi che dal 29/06, il sito www.automiribellli.org riprenderà a vivere e in modo nuovo, ogni tanto dategli un occhio invece di passare le ore su facebook a far cagate, perchè ha delle info molto carine secondo me.
Vi segnalo altri due blog di persone che stimo molto, il primo è di
Paolo Franceschetti, per quello che scrive rischia la vita,l'altro è di Fabio Piselli, anche lui per le sue scelte di vita non è che abbia troppo modo di rilassarsi poretto.
Se ogni tanto avete voglia o magari (!!!) vi nauseate da tutte quelle cagate di facebook, msn, chat e altre pirlate santissime, fate un salto su questi siti perchè sono fatti da persone vere che non hanno una secondlife...

mercoledì 18 giugno 2008

Mente pura



Mente pura significa una mente tranquilla e libera da ogni pensiero inutile o che turbi.
Guida allo Yoga di Sri Aurobindo.

Se è vero che in questo corpo sperimentiamo uno stato di solitudine, è anche vero che proprio grazie a questo stato noi andiamo in contro a un impulso di costante ricerca di unione. Vogliamo vicini i genitori, familiari, poi gli amici o avere un fidanzato/a. Tutti noi cerchiamo qualcuno o qualcosa a cui unirci, o con cui sentirsi finalmente tutt'uno. Di solito per nostra indole pigra preferiamo trovare qualcuno che ci apprezzi, ci capisca, insomma ci accetti o addirittura ci ami, poichè deficitiamo di amorproprio. Una visione spesso passiva dell'amore, di solito quella più attiva più che di amore tratta di caccia, o di spirito da crocerossina. Sono comunque due sistemi per sentirsi amati e importanti, di fondo c'è il timore di non valere granchè. Cosa assolutamente falsa, noi tutti siamo portatori di un valore inestimabile: noi stessi!
Tornando a noi umani amanti, forse potremmo provare ad amare in modo più attivo che reattivo. Amare non solo quando qualcuno o qualcosa fa un passo verso di noi, ma provare a fare questo gesto per primi. Osare, avere il coraggio di battere i freni del nostro recinto. Uscire e mostrarsi nudi. Perchè quando si ama, si è nudi di fronte al mondo, per questo ci sentiamo vulnerabili, anche se è una percezione dell'ego. In realtà è nell'accettazione della propria nudità, fragilità, temporaneità, è nell'espressione di queste cose che si cela fra le righe la potenza dell'amore. Non è di certo sollevando 40kg col solo bicipite che diventeremo un essere umano migliore, nè tantomento conoscendo tutti i libri della nostra biblioteca a memoria.
Ma esponendoci, facendo il primo passo verso chi riteniamo sconosciuto, di fatto non lo è visto che nell'essenza della nostra natura interna siamo tutti simili.
Ciò di cui vi scrivo pare bello e magari scontato, ma non lo è altrettanto quando ci si accinge nella vita di tutti i giorni a farne pratica. Mettersi a nudo, sorridere e spiegarsi meglio con chi ci sta urlando in faccia, questo è l'atto di difficoltà. Essere saldi come lo sguardo dell'aquila per non cedere a compromessi in situazioni dove mancherei di amore nei miei confronti.
Piangere d'amore, di gioia, è un atto assai sconosciuto ai più. E' più facile comprendere come mai si pianga per dolore che per inebriamento divino. Ma è grazie a questi gesti che riusciamo a diventare più umani e meno ricercatori di santità. Solo l'umanità può salvare quest'Umanità, è come l'omeopatia, il simile cura il simile.
Spero sia comprensibile, perchè se lo fosse allora non resterebbe che MATURARE questi gesti nel quotidiano..