venerdì 22 febbraio 2008

"La Natura ha inventato la morte per aver molta vita". Goethe.

Tratto da:
LA SCIENZA OCCULTA di Rudolf Steiner.

SONNO E MORTE
Non si può ottenere la natura della coscienza di veglia senza studiare lo stato in cui vive l'uomo durante il sonno; e così non si può affrontare l'enigma della vita senza studiare la morte.
In un uomo che non senta in alcun modo il significato della conoscenza soprasensibile, può nascere una certa diffidenza verso di questa, anzitutto per la sua maniera di considerare il sonno e la morte. La scienza occulta può apprezzare i motivi che fanno sorgere tale diffidenza. Infatti non è inconcepibile che qualcuno dica che l'uomo esiste per la vita attiva e produttiva, che dal dedicarsi ad essa dipende iln suo lavoro, che l'approfondimento di stati quali il sonno e la morte può sorgere solo dall'inclinazione a oziosi trasognamenti, e non può condurre ad altro che a vuote fantasticherie. Il respingere simili "fantasticherie" può quindi facilmente considerarsi come indice di mente sana, e l'abbandonarsi a quegli "oziosi trasognamenti" come una morbosità, propria di persuone cui fa difetto la forza e la gioia di vivere, e che sono incapaci di "vera attività produttiva". Si avrebbe torto a scartare senz'altro come ingiusto questo giudizio perchè esso ha in sè un certo nòcciolo di verità, un quarto di verità, ma questa deve essere completata dagli altri tre quartiche le appartengono. Chi vede chiaramente questo primo quarto giusto, e non sospetta neppure l'esistenza degli altri tre, diventa a ragione diffidente, se egli si contesta il quarto giusto. Bisogna invero ammettere incondizionatamente che lo studio di ciò che si nasconde sotto sonno e morte è cosa morbosa, se conduce a un indebolimento, a un allontanamento dalla vera vita. E bisogna altresì ammettere che quanto in passato è andato per il mondo come scienza occulta, e che oggi va in giro sotto tale nome, ha molte volte un'impronta malsana e ostile alla vita. Ma mai niente di malsano scaturisce dalla Vera conoscenza soprasensibile. Anzi la verità è piuttosto questa: come l'uomo non può esser sempre desto, così nelle esigenze reali di vita, presa in tutta la sua estensione, egli non può fare a meno di quello che gli è offerto dal soprasensibile. La vita continua nel sonno, e le forze che lavorano o creano durante la veglia prendono vigore e ristoro da ciò che il sonno dà loro. Altrettanto avviene per quello che si può osservare nel mondo manifesto. I confini del mondo, sono più vasti del campo di questa osservazione, e quel che si riconosce nel visibile deve essere completato e fecondato per mezzo di quel che si può apprendere circa i mondi invisibili. Un uomo che non rinnovi continuamente col sonno il vigore delle forze esaurite, giunge alla distruzione della propria vita; parimenti uno studio del mondo, che non sia fecondatodal riconoscimento dell'invisibile, conduce alla desolazione. Similmente è della "morte": gli esseri viventi soggiacciono alla morte perchè possa sorgere nuova vita. E' la conoscenza del soprasensibile che diffonde chiara luce sulle belle parole di Goethe "La Natura ha inventato la morte per aver molta vita".
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